Wednesday, April 29, 2026

C' ERA UNA VOLTA LA CITTÀ DEI MATTI


La rivoluzione di Basaglia: quando la libertà divenne cura

Il film "C'era una volta la città dei matti..." ripercorre una delle tappe più significative della storia civile italiana: la chiusura dei manicomi. La narrazione si concentra sulla figura di Franco Basaglia, lo psichiatra che negli anni '70 decise di scardinare un sistema basato sulla segregazione per restituire dignità e diritti a chi era stato etichettato come "matto".

C'era una volta la città dei matti... (2010) | ČSFD.sk


Un sistema da abbattere

Prima della riforma Basaglia, gli ospedali psichiatrici erano luoghi di isolamento totale. Il film mostra senza sconti la realtà dell'epoca: pazienti privati di ogni effetto personale, rasati, vestiti tutti uguali e spesso legati ai letti o sottoposti a trattamenti violenti come l'elettroshock. Non si cercava di curare la persona, ma di neutralizzare il "disturbo" nascondendolo alla società.

La libertà è terapeutica: la rivoluzione di Basaglia – CRISTINA BALMA-TIVOLA


Il metodo Gorizia e Trieste

La trama segue l'evoluzione del lavoro di Basaglia, prima a Gorizia e poi a Trieste. Il cambiamento non avviene attraverso nuove medicine, ma attraverso gesti rivoluzionari nella loro semplicità:

- L'abbattimento delle recinzioni fisiche dell'ospedale.

- La trasformazione dei pazienti in cittadini con il diritto di voto e di parola.

- La creazione di cooperative di lavoro e laboratori artistici.

L'idea centrale, trasmessa con forza dalla pellicola, è che la malattia mentale non debba cancellare l'identità dell'individuo. Come viene sottolineato nei momenti chiave della storia, "la libertà è terapeutica".


L'eredità della Legge 180

Il film non si limita a celebrare un uomo, ma documenta la nascita della Legge 180 del 1978. Grazie a questa battaglia, l'Italia è diventata un modello internazionale, dimostrando che è possibile gestire il disagio psichico senza ricorrere alle catene.

Analizzare questa storia oggi significa riflettere sul concetto di emarginazione. Il racconto della "città dei matti" serve a ricordare che la vera follia non risiede nel malato, ma in una società che sceglie di rinchiudere ciò che non comprende invece di accoglierlo. È un invito a guardare oltre lo stigma e a considerare l'inclusione come l'unico vero progresso possibile.


La legge 180 ha 45 anni (Antonello D'Elia) – Psichiatria Democratica

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