Wednesday, April 29, 2026

 

Che cos'è la "normalità"?

IMMAGINI DA LEGGERE: la NORMALITA' - IL GIORNALACCIO

La parola "normale" deriva dal latino norma, che indicava la squadra usata dai muratori. Essere normali significa quindi essere "in regola" o consueti. Ma in psicologia, la normalità è un concetto fluido. Spesso critichiamo manuali come il DSM perché rischiano di "psichiatrizzare" la vita quotidiana: se ogni momento di tristezza o ansia viene etichettato come patologia, rischiamo di sentirci tutti malati.

In realtà, la normalità non è l'assenza di sintomi, ma la capacità di mantenere un equilibrio. Una persona è considerata "psichicamente sana" quando riesce a controllare i propri impulsi, sa amare, lavorare e fare progetti coerenti con le proprie capacità. Ma attenzione: *nessuno di noi è normale per tutta la vita*. Tutti attraversiamo crisi che possono farci scivolare temporaneamente nel disagio.


 La follia attraverso i secoli: una storia di cambiamenti

Il modo in cui vediamo la follia è cambiato drasticamente nel tempo:

Antichità: Ippocrate credeva che la follia dipendesse da uno squilibrio dei "quattro umori" (bile nera, bile gialla, flegma e sangue). Se avevi troppa bile nera, ad esempio, eri "malinconico".

Medioevo: La follia era vista come una possessione diabolica. I malati venivano isolati o imbarcati sulle "navi dei folli", lasciati alla deriva in mare.

Età Moderna: Nascono i primi manicomi, ma i pazienti erano trattati peggio dei carcerati, spesso incatenati. Solo a fine Settecento, con Philippe Pinel, si inizia a capire che i folli sono persone malate che meritano cure, non catene.


Freud e la rivoluzione del Novecento

Sigmund Freud ha introdotto una distinzione fondamentale che usiamo ancora oggi:

1.  Nevrosi:un conflitto interiore tra le nostre istanze psichiche (Io, Super-Io), ma senza perdere il contatto con la realtà.

2.  Psicosi:un disturbo più grave dove il soggetto perde il contatto con il mondo esterno e non riesce più a controllare i propri processi mentali.


Tra sogni e rivoluzione, l'influenza di Sigmund Freud sui movimenti  artistici del XX secolo - Ili Editore


L'Antipsichiatria e la Legge Basaglia

Negli anni '60 e '70 è nato il movimento dell'*antipsichiatria. Questi studiosi sostenevano che la società fosse la vera responsabile della follia, etichettando come "pazzi" coloro che non si allineavano alle regole. Criticavano duramente metodi violenti come l'elettroshock (reso celebre dal film *Qualcuno volò sul nido del cuculo) e la lobotomia.

In Italia, questo movimento ha portato a una conquista storica: la *Legge Basaglia (Legge 180)* del 1978. Grazie a Franco Basaglia, l'Italia è stata il primo paese al mondo ad abolire i manicomi, sostituendoli con comunità terapeutiche e servizi territoriali, restituendo dignità e diritti civili ai malati di mente.

Legge Basaglia e nuovi “matti” - La Stampa


Riflessione finale: Se la normalità dipende dalla cultura, ciò che oggi consideriamo strano potrebbe essere normale domani. La vera sfida non è "curare la follia" per far sparire la diversità, ma integrare il disagio nella società senza escludere nessuno.



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